Il Settimo Censimento generale dell’Agricoltura (Istat, 2020) rileva per la prima volta le esperienze di agricoltura sociale in Italia, consentendo una lettura della loro diffusione. La legge quadro sull’agricoltura sociale (L. 141/2015) era in vigore da cinque anni al momento della rilevazione, ma le Linee Guida attuative previste dagli artt. 3 e 7 non erano ancora state pubblicate — e non lo sono tuttora.
Le aziende attive in Italia che dichiarano di svolgere attività di agricoltura sociale sono 904 (rappresentando lo 0,1% del totale delle aziende attive e l’1,4% del totale delle aziende con attività connesse). Il 47,3% è localizzato in 5 (cinque) regioni: Toscana (11,9%), Lombardia (10,4%), Emilia-Romagna (8,6%), Piemonte (8,5%), Veneto (7,9%). Il 45,9% delle aziende che svolgono attività di agricoltura sociale si trova al Nord, il 24,0% al Centro, il 30,1% nel Mezzogiorno.
Questi dati vanno letti insieme al quadro normativo e agli ostacoli strutturali che ancora frenano lo sviluppo del settore: un’analisi è nell’articolo Agricoltura sociale in Italia: stato dell’arte, normativa e ostacoli allo sviluppo. Per capire perché 904 aziende si traducono in oltre 2.600 situazioni operative diverse, leggi Una legge, 21 regioni, 2.625 modi di non applicarla.
Nella mappa sottostante si riporta la loro localizzazione su base comunale. La mappa è interattiva: cliccando su un comune si visualizza il numero di imprese agricole che nel 2020 hanno dichiarato di svolgere attività di agricoltura sociale. È possibile navigare liberamente per area geografica e zoomare sui territori di interesse. I colori dei marker distinguono le diverse aree geografiche e regionali, rendendo immediatamente visibile la distribuzione sul territorio nazionale.
