Rapporto 2017 Multifunzionalità e agriturismo

Pubblicato da Ismea, nell’ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020, il primo Rapporto annuale su multifunzionalità e agriturismo.

copertinaSiamo felici di aver avuto l’opportunità di lavorare al primo Rapporto sulla multifunzionalità agricola e l’agriturismo edito da Ismea, nell’ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale 2014-2020, presentato il 18 novembre scorso ad Arezzo nel corso di Agrietour. Crediamo che avviare una fotografia della multifunzionalità agricola italiana fosse, oltre che necessario, urgente.

Aggregare dati, indicatori e informazioni intorno ad un’area di attività tanto ampia quanto complessa, che vale più di un quinto (22,3%) dell’intero settore primario e che ha ricadute anche sociali e ambientali – che non necessariamente e non sempre e non tutte transitano per il mercato – su decine/centinaia di milioni di persone, siamo convinti possa fornire elementi utili a meglio comprendere la realtà attuale per meglio preparare il futuro. Una narrazione fatta di numeri (ma anche parole), frutto di analisi dettagliate e di studi innovativi (date le poche fonti disponibili in alcuni casi) quanto rigorosi, che ci ha portati ad approfondire ambiti della multifunzionalità già maturi, è il caso dell’agriturismo, e ambiti più nuovi e in qualche caso ancora in fase di sviluppo, come nel caso delle attività didattiche e sociali in agricoltura.

Circa 100 leggi e norme riportate, oltre 300 tra grafici tabelle e infografiche, oltre 8.000 dati riportati, oltre 110.000 dati elaborati.

Il Rapporto è uno strumento per approfondire il fenomeno della multifunzionalità e delle molteplici forme in cui essa si esprime, guardando allo scenario e alle prospettive, ma fuori dalla retorica talvolta presente nella narrazione “rurale”. Perché se è vero che vi sono molte opportunità da cogliere, è altrettanto vero, come ci ha ricordato il prof. Francesco Di Iacovo nel corso della presentazione del Rapporto, che “per l’agricoltura multifunzionale persiste ancora l’assenza di un quadro coerente, è un percorso certamente di successo ma non ancora concluso; richiede innovazione tecnica, organizzativa e di prodotto da parte delle imprese; un grande sforzo da parte dei tecnici in termini di regole, competenze e reti; necessita di un’intersettorialità a cui non siamo ancora abituati”.

Il Rapporto è anche uno strumento utile per prendere coscienza dell’enorme valore e potere che la multifunzionalità dà all’agricoltura, permettendo di poter rivedere le posizioni e i ruoli nella relazione produttore-consumatore, rimettere al centro l’impresa preservando la sua indipendenza e un maggior grado di autonomia di mercato in un quadro di maggiore equità ed efficienza.

Il Rapporto 2017 è disponibile online sul sito Ismea. Informazioni utili per chi pensa che numeri e dati, sebbene non siano sufficienti a descrivere da soli la realtà, siano necessari per avviare processi di conoscenza concreta e per porre basi solide ai percorsi di sviluppo.

Angela Galasso e Francesco Fratto

Nota: al seguente link Ismea per la Rete Rurale Nazionale > Documenti e materiali > Multifunzionalità è possibile consultare e scaricare tutti i Rapporti annuali “Agriturismo e multifunzionalità” realizzati negli anni successivi.

Lavoro, sviluppo equilibrato e turismo

Il turismo, fattore di sviluppo equilibrato dei territori? Un articolo di Henri Grolleau (Segretario Generale di TER – Tourisme en Espace Rural, Francia), pubblicato su Espaces  133 – Maggio/Giugno 1995.

serragambetta
Azienda agrituristica Serragambetta (BA)

Occupazione, sviluppo equilibrato dei territori e turismo. Questo l’argomento del nostro studio.

Che tipo di occupazione?

È consuetudine sostenere che il turismo crei occupazione o che costituisca un formidabile giacimento di posti di lavoro. Bisogna tuttavia, al fine di evitare interpretazioni errate, precisare la natura e l’oggetto di questi “impieghi”.

Nel sostenere senza riserve che il turismo generi occupazione, si incoraggiano centri studio e di formazione a proporre dei piani formativi “sul turismo” e alcuni giovani a lasciarsi sedurre da queste proposte che non potranno che sfociare il più delle volte nel disappunto, nella disoccupazione, nell’amarezza.

E’ opportuno in effetti stabilire una serie di differenze:
– impieghi pubblici o privati;
– stipendiati e non stipendiati;
– permanenti (a tempo indeterminato) o stagionali;
– a tempo pieno o part-time;
– qualifiche generiche o specializzazioni tecniche;
– di gestione o di esecuzione (abilità tecniche);
– diretti o indiretti…
in ciascuna di queste alternative, il primo termine ricopre un numero di impieghi sensibilmente più ridotto rispetto al secondo.

Che tipo di sviluppo?

Poiché il turismo si sviluppa – o lo si intende sviluppare – in aree la cui attrattività non è evidente e nelle quali l’offerta è scarsamente densa, l’occupazione è, essenzialmente, più collegata allo sviluppo complessivo dei territori che alle sole imprese turistiche.
Sviluppo pertanto, ma non qualsiasi tipo di sviluppo. Lo sviluppo in questione è uno sviluppo equilibrato, e questo concetto merita una attenta riflessione.

Di quale equilibrio si tratta? Ancora una volta, siamo di fronte alla necessità di distinguere diverse forme di equilibrio:
– l’equilibrio tra le zone con forte attività turistica, perché registrano una domanda spontanea di turisti e zone con attività turistica più diffusa (centri rurali, media montagna,…);
– l’equilibrio tra l’interesse nazionale e l’interesse locale;
– l’equilibrio tra il breve termine e il lungo termine;
– l’equilibrio tra le popolazioni residenti e le popolazioni turistiche…

Che tipo di turismo?

Non si tratta, sicuramente,  di trattare tutto l’insieme del turismo ma circoscrivere il turismo alla sua dimensione territoriale, nei suoi effetti sul territorio e l’influenza del territorio sul suo sviluppo e la strutturazione delle figure professionali.

Bisogna, come alcuni suggeriscono, parlare di turismo al plurale? Io preferisco, da parte mia, considerare il turismo come un insieme di elementi la cui struttura varia in relazione alle forme e ai livelli di consumo da una parte, le forme o i livelli dell’offerta dall’altra parte.

Ciò porta a stabilire ancora una volta una distinzione tra le diverse motivazioni circa l’uso turistico dei territori:
– un insediamento comodo e performante per un’offerta turistica di tipo industriale;
– l’utilizzo di spazi disponibili per le attività all’aria aperta;
– il contatto con la natura;
– la valorizzazione del patrimonio culturale o professionale;
– l’incontro tra persone…

Traduzione italiana a cura di Francesco Fratto

In quanto agricoltori viviamo nella natura

Un ricordo risalente al 2012: il manifesto della natura, offertoci da alcuni degli uomini più ricchi del mondo.

Finca Magdalena, Giugno 2012 (Isola Omepete, Lago Nicaragua)

Il video è stato registrato presso la Finca (azienda agricola) Magdalena, situata sull’Isola di Omepete nel Lago Nicaragua. Ci si trovava lì per/grazie a il progetto del Mipaaf Fincas agro turisticas de Nicaragua, che aveva il fine di promuovere lo sviluppo dell’offerta turistica rurale del Nicaragua, ritenuta un’importante opportunità di occupazione e quindi di riduzione della povertà nelle zone rurali del Paese. Il nostro compito è stato quello di fare un check del turismo rurale, individuandone punti di forza, limiti, leve di sviluppo. In 4 giorni abbiamo visitato diverse aziende agricole collocate in aree diverse del Paese, incontrato agricoltori, tecnici delle organizzazioni agricole nazionali e locali, funzionari del governo e della FAO.

La Finca Magdalena è gestita dalla Cooperativa agricola Carlos Díaz Cajina che riunisce 24 famiglie di agricoltori. Coltivazione di caffè biologico, mais, fagioli, riso e produzione di latte, ai piedi del Vulcano Maderas, in un contesto naturalistico incantevole e sorprendente, uno dei luoghi più ricchi del pianeta dal punto di vista della biodiversità: abbiamo passeggiato con scimmie urlatrici, un tapiro, un formichiere, alcune specie di felini non bene identificati, uccelli dai colori indescrivibili. La finca gestisce anche un ostello ed un ristorante, tutto molto semplice ed in sintonia con il posto, strade sterrate naturalmente, circondati dalla foresta pluviale, ci si arriva a piedi, c’è qualche bicicletta, qualche mulo e qualche raro fuoristrada locale; la finca offre la possibilità di campeggiare ed escursioni fino ai piedi del vulcano: diversificazione delle attività e agriturismo insomma! Rivolto prevalentemente ad appassionati della natura, flora, fauna, desiderosi anche di conoscere e vivere un po’ l’esperienza quotidiana dei campesinos (agricoltori locali), rientra fra le mete del cosiddetto turismo responsabile. In questo breve video uno dei dirigenti della Cooperativa ci dice come si vive in connessione strettissima con la natura, compenetrati quasi con la natura stessa. La natura sopravvive agli esseri umani e agli animali, perché senza la natura noi non viviamo, siamo un’anima morta, ci sarebbe solo un deserto. Dunque la natura viene a servirci per poter essere felici. Guardate qui gli animali come sono felici (n.d.r. indicando le scimmie sugli alberi), nessuno dà loro fastidio. Tutti felici e anche noi siamo felici. In quanto agricoltori viviamo nella natura.

Video e traduzione italiana a cura di Francesco Fratto e Angela Galasso