Cédric Herrou è un agricoltore francese che rischia il carcere per aver aiutato i rifugiati alla frontiera italo-francese. L’intervista a Pierre Rabhi sul processo in corso a Nizza.
Pierre Rabhi – Réaction procès niçois from Force de l’Image Production on Vimeo.
Intervistatore: Buongiorno Pierre Rabhi, desideravo intrattenermi con lei per una situazione specifica che accade alla frontiera franco-italiana, accanto a Nizza e Ventimiglia, dove numerosi rifugiati arrivano dal Sudan e dall’Eritrea in particolare e la popolazione francese e italiana accoglie questi rifugiati perché bloccati in quella zona, con la frontiera chiusa dall’autorità francese; queste persone fanno attraversare ugualmente i rifugiati, dall’Italia alla Francia. Accade che due persone sono sotto processo rispetto a questa azione. Che riflessione le viene in mente?
Pierre Rabhi: Potremmo chiamarlo un “delitto di ospitalità”, o un delitto di generosità. E’ un delitto, ecco. Quando della generosità noi ne facciamo un delitto ciò pone un problema in ogni caso, etico; accogliere è uno slancio, uno slancio di amore, perché ci si vuole prendere cura delle persone, e presto sarà vietato prendersi cura e soccorrere chiunque. Allora quando vedremo qualcuno annegare lo lasceremo annegare, perché se ci tuffa per andarlo a cercare si rischia di morire dentro un tribunale per salvarlo. Diventa ridicolo. Ora, gli Stati possono avere dei criteri che io non ho, criteri particolari, forse la polizia, o non so, per garantire la sicurezza nazionale, può introdurre degli elementi che mi sfuggono, ma a parte questo se ci limitiamo all’accoglienza di queste persone si tratta di generosità, di ospitalità, quindi sono delle aperture.
Per approfondire: Rischia il carcere perché ospita migranti (Tagadà La7, 13.01.17) Migranti, il contadino francese che rischia il carcere per aiutarli (FQ 22.01.17)
